Finanza Agevolata
Le imprese lamentano, specie in questi ultimi tempi un crescente peso della pressione fiscale e contributiva. Tale onere è avvertito in maniera particolarmente preoccupata dalle piccole e medie imprese. Proprio per far fronte a questo disagio e soprattutto per assicurarne il rilancio, come premessa per l'incremento dei livelli occupazionali, è stata apprestata una serie di strumenti agevolativi nella forma dì erogazioni dirette, di contributi, di credito d'imposta o di bonus fiscale. Parallelamente esistono altre forme agevolative di tipo finanziario alle quali le imprese appartenenti a vari settori e, segnatamente, quelle di minori dimensioni, possono attingere per rafforzare la propria struttura produttiva mediante l'utilizzo del credito agevolato a medio e lungo termine. Le imprese sempre più, al fine di rimanere sul mercato ed essere competitive all'interno dello stesso, manifestano l'esigenza di poter accedere a particolari forme incentivanti che permettano loro di agevolare lo sviluppo e la crescita dell'azienda dotandola di quella liquidità necessaria per poter strutturare il proprio progetto di sviluppo. Parimenti, la recente normativa in termini di adeguamenti a disposizioni comunitarie o le opportunità rappresentate dalle norme in termini di qualità hanno costretto le imprese a compiere sforzi notevoli per adeguare le proprie strutture alle esigenze di un mercato in costante evoluzione soprattutto in termini qualitativi. Proprio per questo sono sorti una serie di incentivi atti a facilitare le imprese nel percorso di evoluzione verso questo nuovo modo di produrre e di valorizzare la propria produzione. Non da ultimo numerose sono le imprese che da anni, ma soprattutto in questi ultimi tempi hanno intrapreso la difficile strada dell'internazionalizzazione, individuando in alcuni mercati europei ed extraeuropei gli ideali mercati di sbocco di produzioni che in Italia non riscontrano più una domanda adeguata. Al fine di agevolare l'imprenditore in questa nuova esperienza, sono stati predisposti strumenti sia comunitari che nazionali o regionali. In questo ambito sono disponibili sia contributi, che linee di credito per le imprese che concludono accordi di cooperazione internazionale, Joint-Venture miste con partner stranieri o sedi produttive/distributive all'estero.
TIPOLOGIA DELLE AGEVOLAZIONI
Gli interventi nei quali si manifestano le agevolazioni alle imprese possono essere così riassunti: Contributo in conto capitale: consiste nel classico contributo a fondo perduto. Viene normalmente calcolato in percentuale delle spese ammissibili e non è prevista alcuna restituzione del capitale o pagamento di interessi. Normalmente non sono necessarie garanzie, tranne i casi nei quali è prevista l'erogazione di un anticipo. Contributo in conto esercizio (gestione): corrisponde a un contributo in conto capitale, differendone solo per quanto riguarda l'imposizione fiscale alla quale viene assoggettato. In questo caso infatti il contributo viene identificato come ricavo e deve essere tassato nel periodo di competenza e per l'intero importo (per quanto riguarda la tassazione dei contributi in conto capitale si rimanda alla definizione di ESL e di ESN). Normalmente questa tipologia di agevolazione viene concessa per contribuire alle spese di gestione (personale, pubblicità, viaggi, locazioni immobiliari, oneri finanziari ecc.) che i beneficiari devono sostenere a fronte di un determinato progetto. Contributo in conto interessi: si tratta di un contributo che viene concesso a fronte della stipula di un finanziamento a medio lungo termine. Il contributo viene erogato direttamente all'istituto finanziatore, il quale se ne servirà per abbassare il tasso di interesse applicato al finanziamento dell'impresa beneficiaria. Il contributo in conto interessi normalmente intende la stipula del finanziamento e la richiesta dell'agevolazione come due momenti separati e di competenza diversa. In pratica il finanziamento viene perfezionato a condizioni di mercato, indipendentemente dall'intervento agevolativo, che si innesca solo successivamente. A seconda degli strumenti di agevolazione, la data di decorrenza dell'intervento è quella della stipula del finanziamento piuttosto che quella di delibera dell'agevolazione. Non vengono richieste particolari garanzie da parte dell'ente agevolatore, in quanto normalmente si ritiene sufficiente l'esito positivo dell'istruttoria effettuata dall'istituto finanziatore. Mutuo agevolato: consiste in pratica in un contributo in conto interessi, dove la stipula del finanziamento e la concessione dell'agevolazione avvengono contemporaneamente. Il finanziamento, se viene erogato, viene concesso esclusivamente a condizioni agevolate. Generalmente i mutui agevolati prevedono anche periodi di grazia o di preammortamento a tasso agevolato. Contributo in conto canoni: è paragonabile a un contributo in conto interessi e si applica a un contratto di locazione finanziaria; il suo effetto è quello di abbattere il costo dei canoni a carico del soggetto beneficiario. Concessione di garanzia: attraverso l'istituzione di particolari fondi, vengono concesse garanzie a sostegno, totale o parziale, di finanziamento a medio lungo termine richiesti dai beneficiario a fronte di programmi di investimento. La garanzia concessa può essere di natura integrativa o sussidiaria: garanzia integrativa: la garanzia interviene, per la percentuale, stabilita inizialmente, a rimborsare la perdita presunta dell'ente finanziatore, indipendentemente dalla conclusione delle procedure esecutive e dall'escussione dei beni. Qualora, espletate tutte le procedure, la banca riesca a recuperare parte del credito dovuto, la stessa provvederà a restituire al fondo di garanzia le somme spettanti; garanzia sussidiaria: la garanzia interviene solo a conclusione delle procedure esecutive e per la parte di sua competenza. Pare pertanto ovvio che la natura sussidiaria della garanzia renda la stessa meno interessante agli occhi di un istituto che debba deliberare un finanziamento a un'impresa, in quanto rende molto più lunghi gli eventuali tempi di rientro. "Bonus fiscale": è una forma di agevolazione introdotta recentemente, che dà la possibilità al beneficiario di monetizzare il contributo in sede di pagamento d'imposta. In pratica si tratta di un contributo in conto capitale a tutti gli effetti (compreso l'aspetto fiscale), che viene erogato sotto forma di detrazione dall'importo spettante dall'ammontare delle varie imposte che l'azienda deve pagare sul proprio conto fiscale. Sgravio fiscale: si tratta della concessione di un contributo che genera un credito d'imposta. Contrariamente al "bonus fiscale", può essere monetizzato solo in sede di dichiarazione dei redditi.
CRITERI DI APPARTENENZA ALLE P.M.I.
Nuovi criteri di definizione di piccole e medie imprese ai sensi del Decreto del 18 Aprile 2005:
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Limiti massimi Impresa |
Numero di dipendenti |
Fatturato Ml ECU |
Totale Stato Patrimoniale Ml ECU |
| Microimpresa |
9 |
< = 2 |
< = 2 |
| Piccola |
da 10 a 49 |
< = 10 |
< = 10 |
| Media |
da 50 a 249 |
< = 50 |
< = 43 |
ed è in possesso del requisito di indipendenza come descritto di seguito. Sono considerate imprese indipendenti quelle il cui capitale o i cui diritti di voto non sono detenuti per il 25% o più da una sola impresa, ovvero congiuntamente da più imprese non conformi alle definizioni di PMI. Questa soglia può essere superata relativamente al verificarsi di due fattispecie: se l'impresa è detenuta da società di investimenti pubblici, società di capitali di rischio o investitori istituzionali, a condizione che questi non esercitino alcun controllo individuale o congiunto sull'impresa; se il capitale è disperso in modo tale che sia impossibile determinare da chi è detenuto e se l'impresa dichiara di poter legittimamente presumere che non è detenuto per il 25% o più da una sola impresa, ovvero congiuntamente da più imprese non conformi alle definizioni di PMI. I tre requisiti, ossia numero di dipendenti, fatturato o totale di Stato Patrimoniale, indipendenza, sono cumulativi e, pertanto, devono sussistere tutti e tre al momento della presentazione delle domande di agevolazione. Il totale di Stato Patrimoniale deve essere determinato ai sensi dell'art.2423 e 2424 del codice civile, come modificato con decreto legislativo 9 aprile 1991, n.127, con riferimento all'esercizio precedente a quello nel quale viene inviata l'istanza.
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